mercoledì 21 maggio 2014

perfette




Amanda stava seduta sul letto a cincischiarsi un dito del piede, mentre Louis stava in piedi,guardava Amanda.
poi Amanda disse, dimmi una cosa Louis,
e Louis disse piano , sii?
te ne importa così tanto?
e Louis disse ancora piano, noo, Amanda si può fare altro se preferisci
e Amanda si tirò su i capelli disse, facciamo delle foto?
se vuoi, se è questo che vuoi.
non è questo che voglio, disse Amanda, è questo che ho voglia di fare ora, tutto qua.
la macchina fotografica era sul tavolo, Louis la prese e cominciò a scattare.
si mise accanto alla finestra.
così no, disse Louis, non possiamo farle.
perché? chiese Amanda
perché la luce entra troppo nell'immagine e non ti si vede.
scatta così, disse Amanda, la luce.
Amanda si mise davanti alla finestra mentre Louis le faceva altre foto. non si spostava mai, non si metteva in posa, stava semplicemente davanti alla finestra come un manichino col pensiero lontano ad ascoltare gli scatti.
Louis continuava a scattare, senza muovere la camera, senza cercare inquadrature: scattava foto alla luce con Amanda.
ti ricordi? disse Amanda, le foto che mi hai fatto allo zoo?
sì, disse Louis,certo che me le ricordo.
la pellicola si era sganciata.
me le ricordo perfettamente quelle foto, disse Louis, eri appoggiata alla palizzata di legno,davanti ai cervi, faceva freddo, tu avevi la giacca a vento blu con la lampo gialla,
avevi i capelli che si spostavano con il vento e sorridevi,
eri bella, disse Louis.
mi ricordo quelle fotografie, disse Amanda.
non ti muovevi, disse Louis.
cercavo di non muovermi, disse Amanda, volevo che il tempo si fermasse lì.
le foto erano perfette, disse Louis.
perfette, disse Amanda.

venerdì 16 maggio 2014

materiali per H

Noi quello che dicevamo per dire, non era mai per quel momento lì, ma sempre per un altro momento, più importante, che sarebbe venuto dopo, non si sapeva quando. A quel dopo noi sacrificavamo tutte le nostre parole migliori tenendo le altre per dire ad esempio Io, se l'avessi saputo che le cose stavano così, da prima,da quando da quello che dicevi,lasciavi intendere che anche noi avevamo come gli altri un doppio fondo, un coniglio nel cappello, io, se avessi saputo che il coniglio di cui parlavi non c'era manco io, ci sarei stata.


Il limone era morto per colpa mia, anche se dicevamo a tutti che era stato il freddo, il freddo era colpa mia. Perché tante altre volte si diceva che il limone lì sarebbe stato bene ma non era vero, che il limone lì era abbastanza al sicuro, ma non era vero. Tutte balle che si raccontano quando si vuole a tutti i costi far finta di niente, come facevo io quando dicevo che il limone era solo un po' secco sulle foglie ma le radici stavano bene. E tu, per non dirmelo, ci credevi, e solo dopo, quando ormai era irrimediabile, alla vista, abbiamo detto Peccato, che il limone era come se se ne fosse voluto andare da solo, abbiamo detto Peccato.

un medico ha detto


Al Fondo Verri di Lecce, dopo la presentazione di Smamma, un signore con i capelli bianchi si è alzato in piedi e ha detto che lui è un medico di base da tanti anni e che secondo lui molti pazienti si dovrebbero curare prescrivendo dei libri da leggere al posto delle medicine e delle risonanze magnetiche. 

Smamma e MarieClaire.it

bookstagrams

venerdì 9 maggio 2014

anche per oggi niente Farenheit !


CATERPILLAR DAL SALONE DEL LIBRO

Stasera dalle 18.00 alle 19,30 Caterpillar in diretta dal Salone del Libro, Stand della Rai, Padiglione 3.

http://caterpillar.blog.rai.it/2014/05/08/caterpillar-del-9-maggio-2/

martedì 6 maggio 2014

tempismi

Non è colpa mia se tu entri in camera sempre solo quando dopo tre ore che studio latino e scienze mi faccio quei cinque minuti di pausa minimi per sciacquarmi il cervello e mi metto solo il sopra del pigiama per sdraiarmi un attimo sul letto per rilassarmi un po'col cellulare.

(Mino)

mercoledì 30 aprile 2014

ero uscita

Ero uscita perché non mi venivano idee, sono andata al bar a prendere un grappino giallo, c'erano solo teenager al cellulare e rumeni maschi più o meno della mia età ma che guardavano la partita. Nessuno con cui scambiare due parole tipo Visto che non piove più, domani poi, è il primo Maggio. Sai quanto gliene frega alla gente che domani è la festa di quelli che non esistono più.