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venerdì 4 agosto 2017

febbre (prose brevi)




Ho il sapore dell'aria in bocca, vorrei dirti: Tieni a mente tutto tu. Non ricordo se era prima o dopo che hai portato in casa l'acqua. Prima o dopo hai chiuso la porta. L'ho sentita chiudersi - ho pensato alle pantofole e alla tua fissa del pulito che andava insieme ai tuoi passi, al profumo della federa. Hai portato dei fiori, li ho visti passare oltre la stanza,
me li hai fatti vedere dalla porta, sollevando il mazzo come una vittoria allegra, distante. I malati non gli odori intensi.
Non so cosa sia accaduto poi, quando non c'ero.
Mentre non ci sono stata.
Ieri il sole era caldo ma non mi hai portata fuori.
La stanza era scura, ti ho detto, sentivo i fischi delle navi, i libri sul letto mi hanno tenuto compagnia.
Conosco il tempo che impieghi a tornare dal lavoro
ma non so cosa fai là dentro, mentre dormo insonne.
Quando rincasi sei ancora lo stesso, il riso ha il solito sapore buono, di attesa appagata. La luce bagna il tavolo di cucina con le sue strisce sottili. Versi due bicchieri d'acqua
Da quanto tempo, non beviamo vino?
Domani - mi dici uscendo, domani facciamo l'amore - tieniti pronta.
Io cammino, per la prima volta e la sveglia, sul comodino, segna le sette, di sera - respiro, c'è il vento e guardo i tetti. Aspetto.
(2006|2017)

domenica 14 maggio 2017

Il limone

Il limone era morto per colpa mia, anche se dicevamo a tutti che era stato il freddo, il freddo era colpa mia. Perché tante altre volte si diceva che il limone lì sarebbe stato bene ma non era vero, che il limone lì era abbastanza al sicuro, ma non era vero. Tutte balle che si raccontano quando si vuole a tutti i costi far finta di niente, come facevo io quando dicevo che il limone era solo un po' secco sulle foglie ma le radici stavano bene. E tu, per non dirmelo, ci credevi, e solo dopo, quando ormai era irrimediabile, alla vista, abbiamo detto Peccato, che il limone era come se se ne fosse voluto andare da solo, abbiamo detto Peccato.

lunedì 13 febbraio 2017

le capre non esistono.

per un attimo avevo visto una cosa
che poi non c'era più.
Anche ieri,
e anche qualche giorno fa, mi è capitato di vedere
in sogno
cose che di solito non sogno mai.
Di solito i miei sogni sono molto realistici
non sogno mai cose che da sogno
sono sempre cose normali, che uno può vedere
anche quando si sveglia
invece qualche giorno fa c'erano stati dei cambiamenti.
Ho trovato settecento euro nel portafoglio, ho pensato: strano,
di solito questo genere di cose non capita.
Infatti non era capitato.
Però era comunque un fatto strano.
Poi è arrivata la visione: alcune icone sul computer,
piccole possibilità supplementari, disegnare con le dita,
che poi si sono rivelate inesistenti.
Ma non sogni.
Solo inesistenti.
Frutto della fantasia.
Come se adesso io qui mi mettessi a vedere una capra o cose del genere.
Le capre non ci sono. Le capre non esistono. Ripetitelo fino allo sfinimento
o impazzirai.
le capre non esistono.

non essere

Pensavo alla responsabilità di ogni tassello di un mosaico. È difficile essere tasselli di un mosaico. Perché nessun tassello vede il disegno di cui è parte, ma niente mosaico, senza tassello. Allora penso a qualcuno che mi raccontava che adesso le navi le portano in disarmo in Tailandia ( possibile o me lo sono sognata?) i tailandesi ci mettono tanto, ma smontano la nave pezzo a pezzo. Tutti i pezzi sono la nave. I tailandesi hanno tempo, il loro tempo vale poco, per questo c'è l'hanno. Le navi sono lì per essere trasformate in prima . Pezzi. Frammenti. Per tornare quello che erano. L'idea di una nave. Tasselli che compongono mosaici che scompongono navi che fanno tornare indietro il tempo a quando le navi non c'erano . C'è qualcosa che non so dire, che appartiene al non essere. Che mi piace.

ultimamente

ultimamente non sono più così amica coi miei pesci, ho l'impressione che confabulino tra loro e contro di me.  sono anche dispiaciuta, lo sento che non sto offrendo loro molti diversivi (a parte il miracolo delle scagliette di ali di insetto che cadono dal cielo). ho l'impressione che a loro non basti più, li vedo che si annoiano. anche la piantina finta non li stupisce più. è normale mi dico, quando uno ha la pancia piena vuole subito arricchirsi dal punto di vista spirituale e vedere cose nuove e emozionarsi e scoprire il mondo intorno a sé eccetera. però io non so che fare. dovrei allestire qualcosa di stupendo nella loro vaschetta. un cineforum sul mar dei tropici?
 insomma mi sento in colpa. però mi viene anche da dire, non vi allargate troppo con le pretese tesorini. non è che io faccia poi una vita molto più stimolante della vostra.