QUI C'È DISORDINE. NON È UN'IMPRESSIONE. È PROPRIO COSì.
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sabato 15 luglio 2017
a E
mercoledì 12 aprile 2017
info
le porte apriranno alle diciannove
le parole cominceranno a fluire alle diciannove e trenta
interi euro 8
ridotti
oltre i sessantacinque 5 euro
studenti universitari 5 euro
giornalisti accreditati e professori di matematica
euro 6
toelettatori di gatti 6,50 euro
credenti 5 euro
miopi e astigmatici 5 euro
idraulici senza furgoncino 5 euro
idraulici con furgoncino 4 euro
madri di divinità 4 euro
programmatori 5 euro
persone buone 5 euro
palchettisti euro 1
gruisti ingresso libero
voci registrate navigatore satellitare 3 euro
pizzaioli curdi 3 euro
tassisti 5 euro
ginecologi 6 euro
persone lievemente sovrappeso 5 euro
figli non riconosciuti ingresso libero
pasticceri euro 5
parrucchieri da uomo euro 7
parrucchieri donna uomo euro 7
uomini d'affari euro 7
venditori di galline vive al mercato euro 5
a fine serata il poeta si presterà.
Il bus con le persone in piedi
Il bus con le persone in piedi
strette sul loro legamento consumato
hanno dovuto tutti raccontarsi una storia
hanno dovuto tutti credere alle case e agli alberi al cielo
che scappavano.
E gli alberi sono così fortunati
ad essere visti danzanti,
le case scivolano via come treni
e abbiamo visto tante di quelle nuvole
balzare in un ricordo.
Se nessuno ci guarda, chi può sapere
che siamo passati proprio quel giorno?
sabato 4 marzo 2017
mattino (poesia)
....Sunday was quiet. Like it was made specifically just so I could exist.
(Wendy Cope)
Noi stavamo seduti
e io come al solito
spiegavo la mia idea, il mio progetto
per vedere se negli occhi degli altri
si irrobustiva.
...così dicevo, vedi,
il mio sogno dovrebbe poi articolarsi in quella direzione
perché nessuno mi dice: Non c'è, una direzione.
Il mio sogno io me lo tengo bello stretto,
come un salvagente, come un paracadute
come un
appena mi sveglio frugo subito
dentro le cose a disposizione
per trovare quella che mi salverà la vita,
il mattino.
Il profumo del pepe pestato.
Un pennello nuovo.
martedì 14 febbraio 2017
Noi
tutto quello che facciamo,
tutto quello che abbiamo fatto,
è stato sempre camminare
dentro la foresta buia
al fondo della quale
qualcuno ci aveva indicato
di sicuro avremmo trovato
la famosa casetta
di cioccolato.
tutto quello che abbiamo fatto,
è stato sempre camminare
dentro la foresta buia
al fondo della quale
qualcuno ci aveva indicato
di sicuro avremmo trovato
la famosa casetta
di cioccolato.
mercoledì 16 novembre 2016
Nostos
Sospeso il giudizio mise la nave in porto
attraccò
dove si poteva,
dove non era troppo difficile.
Mentre gli dei erano distratti.
domenica 13 novembre 2016
appunti vecchi
Non vorrei tornare indietro, ma neanche andare avanti.
Vorrei starmene ferma, ma sentire comunque il vento fra i capelli.
domenica 6 novembre 2016
non sa come si chiama
E' contenta e non sa come si chiama e cammina e non sa come si chiama e cammina ed è contenta anche se non sa come si chiama: quello per cui cammina.
martedì 20 settembre 2016
canto per else
canto per ilse
Ci sono tante di quelle preghiere
fatte per non pregare
preghiere che pregano
di lasciare stare tutto com'è
che sembra solo ma va bene così
in realtà, come sempre per sempre.
Preghiere il cui solo sforzo si concentra
nel fingere di pregare
nel dire che stai pregando con tutto te stesso
per dire che l'hai fatto
che pure tu ci hai messo dentro l'anima
che l'anima ce l'hai, che sai usarla
che tu con l'anima hai una certa confidenza.
Preghiere dirette
sparate in alto
per sentirsi i piedi a posto
per poter dire io sono
io l'ho fatto anch'io
come tutti
ho guardato il cielo con un dito.
Preghiere che come la prima pietra
hanno posato, invece di levare,
hanno schiacciato
invece di innalzare.
Ripetiamo l'errore dei padri dei padri
dei nostri padri
lo stesso tema lo stesso peccato
d'ostinazione.
Non andiamo da nessuna parte soli
non indicati
e non ci si inoltra mai nel buio
così nudi, fottuti,
senza l'occhio cieco di una fede.
fatte per non pregare
preghiere che pregano
di lasciare stare tutto com'è
che sembra solo ma va bene così
in realtà, come sempre per sempre.
Preghiere il cui solo sforzo si concentra
nel fingere di pregare
nel dire che stai pregando con tutto te stesso
per dire che l'hai fatto
che pure tu ci hai messo dentro l'anima
che l'anima ce l'hai, che sai usarla
che tu con l'anima hai una certa confidenza.
Preghiere dirette
sparate in alto
per sentirsi i piedi a posto
per poter dire io sono
io l'ho fatto anch'io
come tutti
ho guardato il cielo con un dito.
Preghiere che come la prima pietra
hanno posato, invece di levare,
hanno schiacciato
invece di innalzare.
Ripetiamo l'errore dei padri dei padri
dei nostri padri
lo stesso tema lo stesso peccato
d'ostinazione.
Non andiamo da nessuna parte soli
non indicati
e non ci si inoltra mai nel buio
così nudi, fottuti,
senza l'occhio cieco di una fede.
martedì 13 settembre 2016
come per non disturbare
Prendi un cavallo
Galoppa galoppa galoppa
Finché al posto della sera
Non ci sarà un cortile
La riconoscerai dalle ciabatte consunte
E quell'odore di latte appena munto
E quel parlare piano
Come per non disturbare
La graniglia e il muro bianco
Le chiavi che si posano
Certe monete che passano
Da una mano più in alto
A una mano più in basso
Cose che i bambini non capiscono ancora
Il bisbigliare di certi morti in prossimità.
La salita con la mucca in fondo.
Prendi il treno ti prego
Pagalo coi tuoi soldi fuoricorso
I pantaloni marroni a coste
Che la signora soppesa e sfrega
Non saranno un affare oggi.
Erano i tuoi.
Galoppa galoppa galoppa
Finché al posto della sera
Non ci sarà un cortile
La riconoscerai dalle ciabatte consunte
E quell'odore di latte appena munto
E quel parlare piano
Come per non disturbare
La graniglia e il muro bianco
Le chiavi che si posano
Certe monete che passano
Da una mano più in alto
A una mano più in basso
Cose che i bambini non capiscono ancora
Il bisbigliare di certi morti in prossimità.
La salita con la mucca in fondo.
Prendi il treno ti prego
Pagalo coi tuoi soldi fuoricorso
I pantaloni marroni a coste
Che la signora soppesa e sfrega
Non saranno un affare oggi.
Erano i tuoi.
giovedì 8 settembre 2016
per molto tempo
per molto tempo non succede niente
per molto tempo ti aspetti che qualcosa
e niente
per molto tempo
per tutto il tempo niente
e cominci pensare
non succederà mai niente
perché è tardi ormai
perché succeda qualcosa
e anche se dentro di te
qualcosa ti dice che presto o tardi
qualcosa succederà
alla fine non ci credi più
e anche se qualcosa ti mette in guardia e una vocina come una piccola spia del gas o una lucina o un lampeggiante impercettibile ti dicono che è praticamente impossibile che qualcosa prima o poi non succeda
alla fine sei così abituato
sei così tronfio nella tua abitudine all'andare avanti delle cose sempre allo stesso modo
nella loro apparenza pachidermica dall'incedere
sempre nello stesso modo così prevedibile
privo di sorprese di qualsivoglia tipo, che tu non credi più,
qualcosa dentro di te non sospetta,
tutto ti rende incapace e impreparato all'idea che
nonostante tutto tutto sembri inerzialmente uguale a se stesso
e si muova come lava
con coerenza di fuso
e rotoli coerentemente nello stesso modo da tempo immemorabile
sempre nello stesso modo
ciononostante qualcosa prima o poi
tutta questa inerzia
scarterà tutta a destra
per uno scherzo
tutta a sinistra
farà un balzo
una specie
qualcosa a cui non sarai più preparato
perché la vita è fatta così,
è fatta di torpori lunghi
e di strappi
e di torpori che coprono gli strappi
e di strappi che squarciano tutto
e lasciano vedere di colpo
quello che la vita aveva per pudore rivestito
di certezza,
l'essere delle cose sempre circa se stesse
il bar all'angolo
l'insegna oltre la strada
il pianto del neonato della casa di fronte
quello che la vita aveva per riserbo
ricoperto di solchi buoni
da ruote di carro,
da bui,
si snuda
e pesa
e ti crolla addosso
come una doccia di sangue
che non sapevi tuo
indecodificabile
inintelligibile,
che è poi lo scherzo
che ogni uomo deve aspettarsi dal suo dio.
per molto tempo ti aspetti che qualcosa
e niente
per molto tempo
per tutto il tempo niente
e cominci pensare
non succederà mai niente
perché è tardi ormai
perché succeda qualcosa
e anche se dentro di te
qualcosa ti dice che presto o tardi
qualcosa succederà
alla fine non ci credi più
e anche se qualcosa ti mette in guardia e una vocina come una piccola spia del gas o una lucina o un lampeggiante impercettibile ti dicono che è praticamente impossibile che qualcosa prima o poi non succeda
alla fine sei così abituato
sei così tronfio nella tua abitudine all'andare avanti delle cose sempre allo stesso modo
nella loro apparenza pachidermica dall'incedere
sempre nello stesso modo così prevedibile
privo di sorprese di qualsivoglia tipo, che tu non credi più,
qualcosa dentro di te non sospetta,
tutto ti rende incapace e impreparato all'idea che
nonostante tutto tutto sembri inerzialmente uguale a se stesso
e si muova come lava
con coerenza di fuso
e rotoli coerentemente nello stesso modo da tempo immemorabile
sempre nello stesso modo
ciononostante qualcosa prima o poi
tutta questa inerzia
scarterà tutta a destra
per uno scherzo
tutta a sinistra
farà un balzo
una specie
qualcosa a cui non sarai più preparato
perché la vita è fatta così,
è fatta di torpori lunghi
e di strappi
e di torpori che coprono gli strappi
e di strappi che squarciano tutto
e lasciano vedere di colpo
quello che la vita aveva per pudore rivestito
di certezza,
l'essere delle cose sempre circa se stesse
il bar all'angolo
l'insegna oltre la strada
il pianto del neonato della casa di fronte
quello che la vita aveva per riserbo
ricoperto di solchi buoni
da ruote di carro,
da bui,
si snuda
e pesa
e ti crolla addosso
come una doccia di sangue
che non sapevi tuo
indecodificabile
inintelligibile,
che è poi lo scherzo
che ogni uomo deve aspettarsi dal suo dio.
e dirai qualcosa
qualcosa dirai di certo
mentre la gente intorno scuoterà la testa nell'impossibilità
di riparare
di ricucire
il tuo sconforto
e si sentirà lontana
e fortunata
a poter continuare il suo tran tran cieco
a stare sotto l'ombrellone ancora per un po'
quanto possibile
il più possibile.
ecco gli uomini
la condizione umana
è soprattutto questo patto
questo misunderstanding della percezione
che rende la Terra un pianeta abitabile
che fa dell'uomo un animale appagato post coitum
che fa delle cose quello che sembrano
e poi
e poi
niente
la polvere scende a rivelare
tutto si ridimentica
tutto si ricompone e si cicatrizza
si coagula intorno al proprio centro
di difformità
e si ricopre di un suo insensato stupore
che è quello che ci serve
che sappiamo chiamare con un nome
che possiamo dire.
il resto
dorme
sotto,
si sveglia quando vuole.
qualcosa dirai di certo
mentre la gente intorno scuoterà la testa nell'impossibilità
di riparare
di ricucire
il tuo sconforto
e si sentirà lontana
e fortunata
a poter continuare il suo tran tran cieco
a stare sotto l'ombrellone ancora per un po'
quanto possibile
il più possibile.
ecco gli uomini
la condizione umana
è soprattutto questo patto
questo misunderstanding della percezione
che rende la Terra un pianeta abitabile
che fa dell'uomo un animale appagato post coitum
che fa delle cose quello che sembrano
e poi
e poi
niente
la polvere scende a rivelare
tutto si ridimentica
tutto si ricompone e si cicatrizza
si coagula intorno al proprio centro
di difformità
e si ricopre di un suo insensato stupore
che è quello che ci serve
che sappiamo chiamare con un nome
che possiamo dire.
il resto
dorme
sotto,
si sveglia quando vuole.
venerdì 19 agosto 2016
sogni di ieri
essere normale.fare delle vacanze normali. stare su una spiaggia senza ombrello, senza cappello. la sera fiori e nel pensiero vento scirocco.
una poesia
prendimi in braccio
portami a vedere dall'altra parte cosa c'è
dopo prendiamo un toast al bar
e mentre tu leggi il giornale
io raccolgo formiche.
lunedì 30 novembre 2015
noli me tangere
NOLI ME TANGERE
Incipit con lui
che è la mano che
la saluta
Lei è la donna
ferma
sorretta in piedi –
Maddalena, il corpo dal quale si allontanerà, Non fa nulla lei, rimette a posto
i capelli e la macchina parte. Rumore
d’abbandono.
Anche se qui
non si tratta di
fine
ma al contrario,
come capiremo
dopo,
d’un protrarsi e
risorgere.
Se tu fossi mio
figlio, ma non sei mio figlio.
Se tu lo fossi.
Ma non lo sei.
Se tu fossi mio
appena un poco.
Cosa ti manca di
me? – chiede Gesù –
un contratto di
proprietà
per amarmi?
Poi lui se ne
andò – com’è ben detto,
giacché tutte le
cose scritte
richiedono un
finale più duro
(ma che lui
tornò, e molte volte,
sui suoi passi,
pagando amore con
pietra,
non si scrisse
mai).
La casa era piena di
quei sassi tondi che lui appunto si fermava a raccogliere lungo la strada. Un dono per prenderla in dono, pietre, che lei conservava in forma bianca di montagna.
Il giorno della croce
fu così triste che lei volle morire
e ingoiò quei
sassi:
per essere
pesante
per non volare in
cielo
per lasciarlo
andare solo
dove voleva andare
solo
dove le scelte lo portavano,
ma il giorno della Sua
resurrezione lei fu così felice
che partorì quei
sassolini bianchi
e quello era per non sentirsi sola per avere qualcosa cui dare un nome e giocare in terra con qualcuno che fosse ancora suo.
Dato che era risorto,
ma non per lei, e non aveva voluto più giocare né essere toccato.
Io ti vedo
Io ti conosco
Io ti chiamo
Mi vedi?
Mi conosci e mi
chiami.
Ma io non esisto.
E allora –
cosa te ne sei
fatto di me?
credevo nel tuo ritorno anche per quello ti ho aspettato.
Tu eri il mezzo basso per raggiungere un fine
molto alto.
Questo significa che non mi vuoi neanche
abbracciare?
Se potessi ti abbraccerei, ancora,
ma non posso
mi guardano
e devo andare
sono in ritardo.
Tornerai?
No. Ho lasciato la macchina davanti a casa tua
Con le chiavi dentro, ho pensato magari
ti poteva servire
una macchina
nuova.
E io?
Non chiedermi sempre cose alle quali non so
rispondere.
Allora Maddalena
scioglie i capelli e piange tirando su col naso mentre cerca le chiavi sotto il
cruscotto e dà un’occhiata al modello metallizzato sale, mette in moto cercando
di fare più rumore possibile in mezzo a tutta quella polvere che le finisce
negli occhi e nel naso mentre lei viaggia e in pochi minuti è già parecchio lontano in un posto dove non la conoscono
e quando si ferma dice al benzinaio Cos’ha da guardarmi?
Ho viaggiato, mi faccia
il pieno. E il benzinaio con tanto
d’occhi ubbidisce pensando L’ho già vista da qualche parte questa qui ma non mi
ricordo non mi ricordo dove.
E solo quando lei
rimette in moto e parte,
le viene in mente
si ricorda
e subito dopo si
vergogna.
Poi Maddalena
risale i fiumi
e scavalca le
montagne,
diventa una
specie di camionista antica
sempre con il
gomito a metà fuori dal finestrino
e l’aria che le
basta andare del resto
non gliene frega
niente
Poi un giorno che c’era
molto
sole
per un riflesso
vede acqua
su quell’asfalto
uno di quei
piccoli miraggi autostradali
che nel suo caso
assume valenze spropositate
essendo lei
naturalmente predisposta all’errore
e alla perdizione,
ferma la macchina,
scende
per abbeverarsi
con le mani
a quella
pozzanghera provvidenziale
fatta di luce e niente
ma quando si
accorge dello scherzo ed è già
investita da quel
baccano enorme
quello schianto
che non si capisce chi sia
che vola a pezzi
fianco, sopra e dentro – pensa Che grande finale, anche tu.
martedì 13 ottobre 2015
mio sposo
Io ti dico i colori,
ti dico questo è un verde, non un rosa.
Tu mi dici gli ardori,
mi dici questo viene prima, questo viene dopo,
mia sposa.
lunedì 12 ottobre 2015
dedizioni
I laccatori cinesi portavano sulla barca il vaso in mezzo al lago, affinché la polvere sollevata dal vento non ne corrompesse la delicatezza della pelle. A lavoro finito, gli schiavi di quella perfezione, tornavano a riva, a casa. L'opera era poi venduta.
Neanche l’ombra di un'impronta, su quella superficie di luce riflessa.
domenica 13 settembre 2015
prendi un cavallo
Prendi un cavallo
Galoppa galoppa galoppa
Finché al posto della sera
Non ci sarà un cortile
La riconoscerai dalle ciabatte consunte
E quell'odore di latte appena munto
E quel parlare piano
Come per non disturbare
La graniglia e il muro bianco
Le chiavi che si posano
Certe monete che passano
Da una mano più in alto
A una mano più in basso
Cose che i bambini non capiscono ancora
Il bisbigliare di certi morti in prossimità.
La salita con la mucca in fondo.
Prendi il treno ti prego
Pagalo coi tuoi soldi fuoricorso
I pantaloni marroni a coste
Che la signora soppesa e sfrega
Non saranno un affare oggi.
Erano i tuoi.
domenica 6 settembre 2015
dove meno te lo aspetti
Le cose più care si disfano in un attimo. Non come le montagne, che ci mettono millenni a stemperarsi col cielo. Ammorbidirsi la punta.
io non potevo credere che le montagne più vecchie fossero quelle più basse, con la testa accarezzata dalla neve e dal vento tante volte più di quelle altre, che ancora coi denti si vogliono mordere il cielo, masticarsi le nuvole.
col tempo capiranno che il tempo è ovunque, nell'aria, nelle rocce. Dove meno te lo aspetti.
giovedì 13 agosto 2015
altri testi (per lilliput)
Un uomo è
colui che si fa la doccia la mattina, che prende il
grappino,che lava la macchina, che quando compra il pane e il latte e lo
zucchero gli danno in omaggio la bustina di pectina per la marmellata, che paga
la bolletta della luce dal tabaccaio, che si accorge che i freni della bici
sono da registrare, che bagna le piante, che fa la raccolta differenziata, che
fa la raccolta punti del supermercato per una padella antiaderente, che cerca
il distributore dove la benzina senza piombo costa tredici centesimi di euro in
meno, che se ha mal di schiena prende un voltaren, che se ha mal di testa
prende un moment, che se ha mal di pancia prende un buscopan,che compra il
giornale, che legge il giornale, che scrive su facebook, che gli si rompe un
dente e non ha i soldi per andare dal dentista, che cerca di essere gentile,
che risponde: non mi interessa, grazie,ho già cambiato compagnia telefonica due
mesi fa,che si prova le scarpe ma non se le compra, che gratta il gratta e
vinci, che perde le chiavi di casa, che si dimentica i soldi nel bancomat, che
di notte non dorme, che crede in un Dio che però non è un Dio, che però è un
qualcosa che non si sa se ci sia davvero o no, ma che in certi momenti sembra
impossibile che non ci sia nessuno, che fa gli esami del sangue, che prende le
pastiglie per la pressione, che compra le cose in scadenza a metà prezzo,che fa
le promesse, prometto di non bere più, prometto di non fumare più, prometto di
fare ginnastica tutte le mattine, prometto di sforzarmi di non arrabbiarmi
più,che piega le camicie e le mette nel cassetto,che piega le mutande e le
mette nel cassetto, che butta via la pubblicità che trova nella buca delle
lettere, che fa gli esami di routine, gli esami del sangue, il saldo via
internet, il bonus luce, il bonus gas, compra la birra, compra il caffè, la
guarnizione per la caffettiera, il massaggio in omaggio, la depilazione a luce
pulsata, il parcheggio orario,la tariffa flat del wifi, il congiuntivo
sbagliato, il compleanno mancato,il treno sporco, il biglietto timbrato due
volte, i cani da sopprimere, l'oroscopo, il detersivo biologico, il formaggio
di soia, il terrorismo internazionale, l'euro, le tecniche per curare la miopia
senza intervento chirurgico, le foto dei gatti, le creme antirughe, il sesso
sublimato,il circolo dei lettori, il festival dello gnocco fritto, il festival
dell'agnolotto, la retrospettiva sulla piadina, la pace nel mondo, la fame nel
mondo, la liposuzione, i campi nomadi, come smettere di fumare se sai come
farlo, il benessere dell'intestino, l'iridologia, la terapia del dolore,
l'anima gemella, la fotografia digitale;oppure no. Oppure non si può sapere
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