martedì 17 novembre 2015

Basta un po' d'acqua a far cantare qualcosa.







Sul balcone ci sono i vasi dei fiori, li bagno tutti i giorni, e oggi ho visto questo: la lavanda fiorita.
Sì, la lavanda ha messo un fiore. Un unico piccolo fiore di un intenso viola.
L'ho strofinato lievemente per sentirne il profumo sulle dita. Profuma di lavanda.
La natura è strana, non ha altro che sé stessa come giudice, non ha altro che sé stessa a misura di ogni cosa.
C'è anche una rosa, malata, in un vaso, che fino a qualche giorno fa lasciava ben poche speranze: foglie secche, esili foglie ormai strinate da un qualche invisibile accanito parassita. Ma la rosa oggi sembrava diversa, appena più forte, più verde di ieri. 
Sembra abbia scelto di vivere.
Ho bagnato la rosa e tutte le vicine di vaso intonavano: Una rosa è una rosa è una rosa.
L'acqua è miracolosa, certi giorni basta un po' d'acqua, a far cantare qualcosa.












domenica 8 novembre 2015

fotografia numero # ( penultima)










Non era per far niente, solo per fare una fotografia, eravamo entrati in quelle cabine della stazione. Gli scatti erano tre. Tre le possibilità, le chances. Le prime due le ho scartate d'istinto, non perché fossero brutte, per vedere cosa ci era riservato, dopo, dal destino.
il destino, invece, non ci riservava niente.
La foto è caduta giù dalla feritoia. La terza foto, l'ultima, quella dopo la quale non c'erano altre possibilità.
io ero scomposta, lo sguardo fuori, il tuo verso l'obiettivo. Non eravamo insieme né cosi felici, come avremmo voluto essere, ricordarci. C'era una febbre, una sete di qualcosa.


Mi devo ricordare, mi ero detta dopo, di tenere fermi gli occhi.

sabato 7 novembre 2015

L'esito disastroso di Melisenda e la città di Mosca

CRONOLOGIA UNIVERSALE 3








1147 

Mentre l'imperatore di Bisanzio Manuele Commeno è trattenuto in Oriente da diatribe con i crociati, il re di Sicilia Ruggero ii conquista i territori bizantini di Corfù, Corinto e Tebe.


Melisenda, reggente di Gerusalemme, intraprende una spedizione nell'Hauran (regione compresa fra Siria e Giordania), ma l'esito è disastroso.


Risalgono a questa data le prime notizie storiche sulla città di Mosca.

venerdì 6 novembre 2015

I VICHINGHI E IL GIURAMENTO DI STRASBURGO (da Cronologie sinfoniche)


CRONOLOGIA UNIVERSALE



anno 842

vichingo danese





I Vichinghi danesi risalgono la Senna fino a Rouen e St Denis e (altri vichinghi) saccheggiano Londra.


Il governatore di Bari Pandone chiede l'intervento del berbero Khalfun per fronteggiare Siconulfo (rivale di Radelchi, duca di Benevento), ma gli armati di Khalfun,  entrano di sorpresa in città e, ammazzato Pandone, se ne impossessano. Radelchi si allea con Khalfun e invia il figlio Orso a espugnare Canosa insieme ai Saraceni, contro Siconulfo, ma le forze di Siconulfo prevalgono. Khalfun, approfittando di una guerra interna al Ducato di Benevento, distrugge Capua.

14 febbraio (un martedì) 

Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo stipulano i Giuramenti di Strasburgo nei quali giurano di non stringere mai e per nessun motivo patti con Lotario ( imperatore, nonché loro fratello) in forma bilingue (antico tedesco:In Godes minna ind in thes christiānes folches ind unsēr bēdhero gehaltnissī e antico francese:Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun saluament,).


5 gennaio (un giovedì)

Malgrado la sua forte fibra e il suo fisico atletico, contrasse una forte febbre e morì. Era l'ottavo califfo della dinastia Abbaside Al-Muʿtaṣim.


le foto che non abbiamo fatto

Questa è la nostra storia al punto in cui siamo. Non abbiamo tempo di tornare indietro. Se vogliamo un passato la sola strada possibile è questa: metterci in posa, simularlo.






Foto numero uno
Io  mangio il mio gelato, tu bevi il tuo caffè. Tavolino tondo con tovaglia traforata di plastica. La mia coppa è a forma di cigno. Altri attorno a noi, non siamo soli.

Quando ci siamo seduti tu hai detto che sapevi già tutto. Hai detto che quando ci siamo seduti non era già più l’inizio. L’inizio era prima. Hai detto che quando ci siamo seduti era l’inizio per me. 
Per te l’inizio era prima, era dalle scale della metropolitana, a venire avanti, a scoprire il tavolo e le sedie della piazza, a cercare con lo sguardo quello che poi avresti trovato e avresti visto sempre.
Io avevo la borsa in braccio, leggevo. Facevo finta di leggere, un libro. Facevo passare il tempo perché sapevo che saresti arrivato ma non sapevo quando e non sapevo chi eri. Sapevo che saresti arrivato.

Il tavolo era rotondo e ci siamo seduti. Ma  l’inizio era prima.
L’inizio era prima, quando ancora io non ti avevo visto, quando stavo in piedi e il tavolino non era ancora il tavolino del nostro  incontro.
Era prima. Quello che avevi visto tu era dalle scale della metropolitana.

Non importa come la gente si trova. Non ha importanza. La vita è troppo difficile per imporsi ancora ulteriori regole, non bisogna farsi lo sgambetto da soli, non bisogna avere paura di facilitarsi le cose. Hai detto.

Per facilitarti le cose avevi scelto me.

Sul tavolino ci metto una coppa di gelato e un caffè lungo. Un quotidiano non ancora letto piegato su se stesso come per picchiare un cane, il menù del bar con foto a colori di coppe gelato. Sempre così diverse le foto dal gelato. La foto è lucida, il gelato non può essere lucido. La foto falsa la dimensione: enorme, appagante, una cosa che non finirà mai. Il gelato è la riproduzione imperfetta di quella solennità fotografica.
La realtà è sempre leggermente meno efficace della simulazione. Infatti.





Foto numero due: in un bosco, un albero flesso quasi fino al suolo. I rami sono cresciuti verso l’alto, verso la luce. Ma l’albero ( una quercia?) non è caduto, non c’è frattura visibile sul suo tronco, sembra solo inclinato, come dal vento.

In un bosco ogni cosa umana si rimpicciolisce, prende dimensioni terrene delle foglie, dei piccoli semi, degli insetti e della semplice terra. Siamo rimasti in silenzio a lungo ad ascoltare le cicale e sotto le cicale, un tappeto di api. Hai paura delle api? Ti ho chiesto - Sì, mi hai detto. Le api non fanno niente - ti ho detto - le api non fanno proprio niente, non devi aver paura, ti ho detto. Io ho paura dei cinghiali, ti ho detto. Perché? mi hai chiesto. Non so, ti ho detto, per via dei piccoli forse. Se un cinghiale è madre con i piccoli, se dovesse vedere un pericolo i noi, ci attaccherebbe.
Dunque sarebbe lei che ha paura di noi? Hai detto. Si – ti ho detto, una paura che genera altra paura.
Eccetera- hai detto tu. 
Poi ci siamo alzati ed abbiamo continuato a camminare lungo il sentiero, ma non ci siamo persi. Perdersi potrebbe essere bello ma anche brutto. Perdersi è un attimo. Però è molto difficile perdersi in un bosco, si sta troppo attenti.

tempo

Un secondo dopo il presente è già memoria.

è grazie alla memoria che le cose si sistemano,
si organizzano,
si giustificano.

Per il solo fatto di essere state?

(2012)








canto dell'amputato










Da giorni vede ciò che non c'è:
sugo di tonno con scorza di limone,
sigarette con filtro strappato
sdraio aperta dal lato sbagliato,
neve.

Sono lische di sirene:
cantano forte 
per non saperne niente 
del niente della morte.






(2012)