giovedì 5 novembre 2015

IL PHAYALO e LE CROCIATE (da Cronologie sinfoniche)




"Anche se non sei buono di carattere, se ti porti dietro i misfatti originali,i tuoi disastri o le tue colpe. Se hai le orecchie e gli occhi hai comunque una consegna, una specie di lasciapassare; non dico proprio una ragione, ma una scusa, almeno, per stare al mondo."



torma indisciplinata e raccogliticcia






CRONOLOGIA UNIVERSALE




AGOSTO|1096

Una torma di gente raccogliticcia e indisciplinata - guidata dal monaco predicatore Pietro l'Eremita - giunge il 1 agosto a Costantinopoli, guardata con sospetto dai bizantini, che hanno avuto notizia dei saccheggi e delle devastazioni e dei massacri compiuti durante il viaggio dai partecipanti a questa spedizione ( poi detta dagli storici "crociata dei poveri" i "degli straccioni"). Inoltratisi in Asia Minore, costoro (i "crociati poveri" o "gli straccioni"), vengono sterminati dai turchi presso Nicea.

Intorno a questa stessa data è documentata l'esistenza, della parte centro settentrionale dell'attuale Thailandia, di un piccolo stato thai: il Phayalo.

martedì 3 novembre 2015

Il ragazzo che trasformò sua sorella in una rana (materiali)

A scuola in prima media i primi giorni (fino a novembre) andava tutto bene. La scuola mi piaceva. I compagni erano simpatici. I professori erano simpatici. Abbastanza.
Però da Novembre sono cominciati dei problemi, perché non rispondevo a tutte le domande. Perché non mi ricordavo le risposte. Perché la domenica sera mi dimentico i libri a casa di papà e non posso ripassare, oppure a volte studio ma non mi ricordo le cose che ho studiato. Come i Sumeri.
I greci.
Le palafitte.
Le divisioni con la virgola la mamma non le sapeva. Perché non se le ricordava.
Papà me le ha spiegate al telefono. Non ci capivo. Ha detto che me le spiegava govedì, ma giovedì era tra due giorni e il compito in classe era mercoledì. Rita dice che in prima liceo usano la calcolatrice quindi niente.
Quindi alla fine mi becco un due dalla Messettilli e tanti saluti.
Poi giovedì papà dice che se voglio me le spiega, ma io dico di no. Ormai.
Poi me le spiega lo stesso perché papà dice che non mi devo arrendere subito alla prima difficoltà. Io gli dico che non è la prima difficoltà, che c’erano anche i Sumeri e la deriva dei continenti. Mi ha voluto spiegare a tutti i costi le divisioni con la virgola con la tecnica di aggiungere gli zeri come faceva lui alla mia età, che si aggiungono prima gli zeri come se moltiplicassi per dieci per cento per mille, e poi si tolgono gli zeri ed è fatta. Perché ogni volta togli uno zero o metti uno zero ed è più facile.
Io dico a papà che la Messettilli le ha spegate in un altro modo e papà dice che la Messettini non capisce un cazzo.
Allora come me le spiega papà le capisco per un attimo, ma poi invece non le ho capite. Prima credevo di averle capite, perché quando c’era lui le capivo, ma poi quando lui non c’era, ho capito che non le avevo capite.
La Messettilli ha detto che le divisioni con la virgola o si sanno fare o non si sanno fare.
Io ho detto che a volte si sanno a volte no.
Mi ha dato un altro due. Che era il due del compito di recupero.
Siccome due più due diviso due fa sempre due, alla fine non ho recuperato.


La mamma mi ha dato i fiori di Bach per la concentrazione per la sicurezza per le mani sudate per la memoria. Ma le divisioni con la virgola non mi vengono.










sabato 31 ottobre 2015

SOLO ALDO




L'altro giorno quando ho letto della morte del figlio di Togliatti mi è venuto da pensare qualcosa.
È da un po' che incontro questo pensiero che riguarda in varie forme i figli di
di cantante famoso
di famoso poeta
di grande pittore (intervistato/a in occasione del centenario di)

come se la prouderie del mondo, ma anche la morbosità del mondo, il gusto un po' diagonale, di relazionarsi faccia a faccia, non più con la celebrità inarrivabile, ma con la sua più abbordabile emanazione, depotenziata, innocua (ti si può toccare! ti si può guardare da vicino!)trovassero pace.

Il destino dei grandi di ha gabbato, per una generazione ti ha mancato!
Non sei che un fio pagato alla buona sorte di chi ti ha preceduto.
Sei sei sei: un cognome, quasi nessuno.

Quanti poi i figli di pittori, cantanti, scienziati, illustri pensatori divenuti (per inerzia o tradizione o ignavia) altrettanti pittori-ini cantante-ini scienziati-ini, pensato-ini.

Ma il figlio di Togliatti non era altro che Aldo. Uno solo. Uno dimenticato. Uno incurabile. 

Finché poi, una voce ci ha pietosamente informati che anche lui, nel suo piccolo, aveva compiuto la sua grande impresa. Anche a lui era ascrivibile un'azione da prima pagina, 
semplice, 
naturale, 
eroica.

Ciao piccolo figlio, mi hai commossa, ti ho immaginato giocare a carte con un bicchiere di vino, ti ho immaginato a capo basso, strisciare i piedi in un corridoio, mettere a posto certe carte, guardare certe fotografie, dire Non so, non so nulla, non so più. E con beneducazione russa stringere appena gli occhi sorridendo,dare la mano, salutare qualcuno che ti ricordava vagamente qualcun altro, o forse no.

venerdì 30 ottobre 2015

SOGNO CON CATTIVI







Sognato che c'erano dei cattivi a cavallo che cavalcavano per venirmi a uccidere per qualcosa che sapevano loro. Io mi nascondevo sotto il letto.Poi si veniva a sapere che i cattivi, quando arrivavano a giustiziarmi per quelle loro ragioni, guardavano anche sotto i letti. Allora mi nascondevo in soffitta. Con un litro di latte della centrale del latte.
Pensavo: Ai cattivi a cavallo non verrà mai in mente di venirmi a cercare in soffitta, figurati. 
E se mentre cavalcano si fermano un attimo? Se si guardano intorno e in alto e dicono: "Andiamo a cercarla anche su, tra le soffitte!" ?
È ben difficile che uno, mentre galoppa, guardi in alto - mi dicevo - Non mi troveranno. E ho il mio litro di latte.


martedì 27 ottobre 2015

ecco cos'era








Ecco cos'era: lo stesso posto, la stessa finestra
ma senza il muro 
lo stesso balcone, la stessa luce, la stessa finestra,
ma senza casa
lo stesso campanile, l'albero piccolo,
l'albero grande in piedi lontano,
ma senza vento azzurro tra i capelli.
Tutto sveglio, reale, 
ma lasciato solo
un tempo indietro.

Le nostri voci cadute dal balcone 
come stracci a dare scandalo 

al deserto.

domenica 25 ottobre 2015

STARE ATTENTA



Mi piace proprio sentire il rumore del fruscio del fango del sentiero con intorno funghi o altro,lo stare attenta a dove metti i piedi o la pioggia, non ha importanza. Cani o no. Non ha importanza. È proprio quel tipo di sensazione di con te o senza di te è uguale,
che mi piace adesso.