domenica 6 settembre 2015

dove meno te lo aspetti


Le cose più care si disfano in un attimo. Non come le montagne, che ci mettono millenni a stemperarsi col cielo. Ammorbidirsi la punta.




io non potevo credere che le montagne più vecchie fossero quelle più basse, con la testa accarezzata dalla neve e dal vento tante volte più di quelle altre, che ancora coi denti si vogliono mordere il cielo, masticarsi le nuvole.
col tempo capiranno che il tempo è ovunque, nell'aria, nelle rocce. Dove meno te lo aspetti.

sabato 5 settembre 2015

se vedi gli ulivi come gazzelle

Se vedi gli ulivi fuori dal finestrino, questo significa che sei quasi arrivata a Lecce.
E io, tra poco, scendo dal treno e mi vado a fare un caffè con un pasticciotto piccolo.
Nessuno può non mangiare un pasticciotto piccolo quando arriva a Lecce.
Si può dire che finché non ti sei messo in bocca un pasticciotto, è come se non fossi ancora veramente arrivato.
Ecco.
Poi mi verranno a prendere e mi porteranno in teatro, e da lì vedremo il da farsi.
Come va a finire tutta la storia dei giganti e degli attori che recitano gli attori che recitano gli attori che recitano fino a un certo punto.
E poi si vedrà.
Intanto mi rendo conto che mi sono portata dietro troppi golf. 



Bocciato

Mino bocciato.
Chiamano ieri in tutte le forme per dire che Mino era bocciato.
Ormai tutte queste cose vengono comunicate come si potrebbe comunicare una malattia.
Con la discrezione che si riserva ai reietti.
Però io, mentre telefonavano, ero in piscina.
succede a volte che mentre il mondo pompa la sua tragedia, tu sia altrove.
così la notizia l'ho avuta in differita, dopo la ottantaduesima vasca.
Ho guadagnato giusto un'oretta sulla nuda e cruda realtà dei fatti.
I fatti sono che Mino è bocciato. Bocciato bocciato bocciato.
Come ci si sente ad avere un figlio bocciato?
Mah, le dirò. 
È la seconda volta.
Mah, le dirò.
Come la vede dalla sua angolazione?
Non so.
Allora? Non si sente un po' in colpa di questo suo non sapere? Qualcosa di male avrà fatto anche lei. Come mamma intendo.
Rifletto sulla bocciatura. Che è come dire Di qui non si passa.

Ci vuole più disciplina. Ci vuole più regolarità. Più scansione. Più paura dell'autorità.
Più più. 
Chissà.


Io non ho nessuno strumento buono a vincere fino in fondo.
Non erediterai da me l'arnese efficiente. Efficace.
Quindi ci vorrà una buona dose di pazienza.
sarebbe come dire: cercare ancora. La strada. Sperare di trovarla. E che sia tua per la passione che ci metti. Una passione, sì. Sarebbe quella la mia soluzione. La mia lezione. 
Ma la passione non si studia, non si inocula, è una cosa che scende, che ti si posa addosso o ti entra in un occhio, come un moscerino.
Sono cose che cadono così, su chi cammina.
Tu, allora, cammina, cos'altro posso dirti?


venerdì 4 settembre 2015

propositi sugli egizi e altri pensierini

oggi prendo il treno 🚃
vado a Torino
e forse già che sono li mi faccio anche un giretto al museo egizio. Lo dico da un po' di andare al museo egizio, a vedere come l'han messo a nuovo, e poi, sempre per un motivo o per l'altro niente.
allora oggi mi sa che è il giorno che ci vado. Forse.
dico forse perché non posso essere sicura. Se incontro qualcuno che mi dice vieni a prendere un caffè cosa gli dico, Non vengo, mi ero riproposta di andare al museo egizio? Non sono quel genere di persona dpocchiosa e rigida.
quindi, per gli egizi, c'è da sperare che a Torino oggi fuori dal treno, o lungo la strada, non incontri nessuno.


cose belle di ieri:
ricevuto un libro dal titolo L'inizio dell'infinito
da uno degli amici più intelligenti che ho. Forse il più intelligente di tutti. Infatti non ci frequentiamo molto, credo che con me si annoi un po'.


altra cosa bella: Non ho toccato neanche lontanamente un barattolo di Nutella.


ho studiato la bracciata del crowl. Ma il video era in inglese e non capivo bene le inclinazioni. Non so. Tutto, quando lo spieghi nel dettaglio diventa difficile.

giovedì 3 settembre 2015

la pizia o i beati di coscienza

Ecco poi mi chiedo da dove venga tutta questa rabbia. alcuni giorni mi rendo conto, mi sveglio proprio arrabbiata. O forse non mi sveglio.
Non solo per la morte. Anche per la morte. 
Se non cammino è peggio.
È perché è tutto così brutto che la sola soluzione sarebbe non parlarlarne per il non poterne parlare.
Per l'imperativo categorico che insinua un Cosa ne parli a fare?
Parlarne per parlarne?
È questo il senso, la misura dell'inutile. 
Del farneticare sentimenti impraticabili.
È il sistema che genera non-senso?
È il sistema che si impone talmente, con tale prepotenza e efficacia, che
ci impedisce di trovare altre strade percorribili, 
altre possibilità?
(Davvero, noi viviamo in tempi bui!)
Comunque era solo per dire che non so come fare a smetterla di essere impedita e inetta.
L'inettitudine mi deriva dalla muscolatura bloccata e rigida.
Non so fare niente per cambiare questo stato di cose. Niente può servire.
Cosa posso fare?
Scendo in strada a urlare?
Scavo un buco per terra?
Scrivo una lettera indignata a
Regalo almeno due euro al giorno 
partecipo alla raccolta di fondi per ritrovare i dispersi
e gli altri?
e quelli che non avevano la maschera, le bombole?
dove sono?
quando li cercheremo?
e i campi rom
e quelli che stanno urlando troppo lontano da un iphone?

Niente.


Perché siamo stati messi così fuori uso, siamo stati comprati.
Forse siamo stati comprati, hanno comprato il nostro silenzio, ma anche il nostro rumore di fondo.
Ma chi? Chi ci ha comprati?
Chi sono quelli che ci comprano?
Io non lo so. È tempo che anche questo faccia parte del programma. Che io non sappia
che pochi sappiano, quasi nessuno, forse nessuno.
Ma soprattutto che a nessuno importi più di così. C'è un limite oltre il quale la compassione
intesa come empatia nel dolore, non può andare oltre. 
Secoli fa c'erano le immagini sacre, dipinte sui muri delle chiese, e c'erano i draghi, e c'erano i diavoli.
Adesso, a breve, sentiremo il profumo dei bambini morti, che muoiono, che stanno morendo, in tempo reale, ancora prima che accada, per non perderci il rantolo, l'ultima lacrima, la sbavatura.
Siamo grandi abitudinari della compassione, a tal punto che ormai non è che routine.

All'autogrill dovrebbero vendere dei cilìci. Potrete frustarvi dopo, se lo desiderate, prima, di aver acquistato il nostro menù big cappuccino (tazza da mezzo litro) e big brioche, (brioche due cm più lunga della normale), e big succo (desidera un succo? un gratta e vinci? ) prima di risalire in auto, potrete fustigarvi e/o farvi fustigare, per mondarvi la coscienza da tutta questa opulenza di dolore a chilometro zero.
il mare di dolore nel quale immergerci ed uscirne intatti. pronti per il prossimo panettoncino. 
Tra parentesi il centigradi funziona da dio,l'avessi saputo prima che con trentanove euro ci si risolveva il problema dell'igiene così in profondità.
È con immenso dolore che non dormo la notte a causa della mia sensibilità esagerata, colpita, affondata, da tutte quelle immagini di morti non mie, ma penetrate dentro i miei occhi.
Perdono. Perdono. Perdono.
(sento che a furia di ripeterlo mi sollevo un po', appena appena, impercettibilmente).

siamo beati di coscienza.

Comunque mi rendo conto, non dico niente di innovativo. sono molti anni, secoli oserei dire, che non dico niente di innovativo. 







mercoledì 2 settembre 2015

passeggiata improvvisa


ci svegliamo presto. Perché andiamo a camminare in un bosco o forse, accanto. Non entriamo nel bosco. Perché non abbiamo le scarpe giuste. Perché non avevamo previsto questa passeggiata mattutina.
si sentono molti galli che cantano a confermare il fatto che sí, è ora.
io non ho le calze. Spero di non sbucciarmi il dietro del piede. Quell'osso, come di chiama? Dietro. Sopra. Il tallone ? L'osso.
metacarpo? Mah.

sono una cicciona di merda e me ne pento e giuro davanti a tutti voi delle cose sulla nutella


Oggi è un giorno che son grassa. Obesa.
non so Cosa mi sia capitato. Dev'essere stata la Nutella di ieri. E dell'altro ieri.
io oggi mi sento cosi male, a causa di questa ciccioneria, che non so.
giuro davanti a tutti voi che non toccherò mai più la nutella col cucchiaino. Mai mai. Più.
che merda che sono.
sono veramente una schifezza di cicciona di merda.