quel che mi piace di più è scrivere in un modo da sentire che c'è sempre, un po' di discrepanza, tra quello che pensavi che avresti scritto e quello che poi scrivi davvero. ma se mi metto lì, a dire Adesso scrivimi questo, mettici questo inizio e questa fine e questo e quest'altro in mezzo, ecco che subito mi sale una noia, una noia che mi fa prima sbadigliare, poi venire voglia di andare a fare dei lavori come lavare i piatti o aggiustare la sedia o lavare i vetri o anche solo camminare.
per esempio adesso mi ero detta Scrivi qualcosa sull'arcobaleno della luna di ieri sera, ma poi mi sono detta, cosa dovrai scrivere mai dell'arcobaleno della luna di ieri sera? niente. la luna faceva l'arcobaleno.
QUI C'È DISORDINE. NON È UN'IMPRESSIONE. È PROPRIO COSì.
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sabato 11 giugno 2016
venerdì 10 giugno 2016
appunti sul male
quindi sì, adesso siamo tutti scandalizzati.
e ci scandalizziamo.
e ci scandalizziamo.
e ci scandalizziamo.
poi ci scandalizziamo ancora un po', ma meno.
poi continuiamo a scandalizzarci ma ancora un po' meno,
perché nel frattempo ci stiamo scandalizzando già per una cosa nuova, più brillante, più scandalosa.
poi non ci scandalizziamo per un paio di giorni
perché è il nostro compleanno e ci fanno gli auguri
o ci muore il cane
poi ci scandalizziamo di nuovo tantissimo in un colpo solo
tutti insieme
perché scandalizzarsi in tanti
è come camminare con la banda,
non fa paura,
è un'emozione forte,
poi ci scandalizziamo
e ci scandalizziamo
e ci scandalizziamo anche per quelli che ci sembra non si siano scandalizzati abbastanza
o che ci sembra si siano scandalizzati
con parole sbagliate o azioni sbagliate
o con poca convinzione.
e ci scandalizziamo ancora un po'
un paio di giorni
un paio d'ore
poi tutto questo scandalizzarsi va da un'altra parte,
come un'onda che scivola indietro
e ci scandalizziamo.
e ci scandalizziamo.
e ci scandalizziamo.
poi ci scandalizziamo ancora un po', ma meno.
poi continuiamo a scandalizzarci ma ancora un po' meno,
perché nel frattempo ci stiamo scandalizzando già per una cosa nuova, più brillante, più scandalosa.
poi non ci scandalizziamo per un paio di giorni
perché è il nostro compleanno e ci fanno gli auguri
o ci muore il cane
poi ci scandalizziamo di nuovo tantissimo in un colpo solo
tutti insieme
perché scandalizzarsi in tanti
è come camminare con la banda,
non fa paura,
è un'emozione forte,
poi ci scandalizziamo
e ci scandalizziamo
e ci scandalizziamo anche per quelli che ci sembra non si siano scandalizzati abbastanza
o che ci sembra si siano scandalizzati
con parole sbagliate o azioni sbagliate
o con poca convinzione.
e ci scandalizziamo ancora un po'
un paio di giorni
un paio d'ore
poi tutto questo scandalizzarsi va da un'altra parte,
come un'onda che scivola indietro
per gli annegati
per i bruciati
per i sommersi
per gli stuprati
per i giudicati
per i deboli
per gli sradicati
per gli innocenti
per i non vedenti
per i perdenti
per i muti
per i senza cuore
per i pallidi
per i moribondi
per i cattivi
per i non abbastanza buoni
per i bruciati
per i sommersi
per gli stuprati
per i giudicati
per i deboli
per gli sradicati
per gli innocenti
per i non vedenti
per i perdenti
per i muti
per i senza cuore
per i pallidi
per i moribondi
per i cattivi
per i non abbastanza buoni
eccetera
e qui, esci di casa,
c'è sempre quello seduto davanti al carrefour
aspetta,
il vecchio che chiami gatto randagio
non chiede
se lo guardi non sorride.
c'è sempre quello seduto davanti al carrefour
aspetta,
il vecchio che chiami gatto randagio
non chiede
se lo guardi non sorride.
nessuno è buono.
mercoledì 8 giugno 2016
altre imperfezioni
Io stiro e intanto Gi lavora a un qualcosa sul computer. Gi si è messo una musica che gli piace per concentrarsi mentre fa le sue cose e si è messo Gianmaria Testa. Allora io gli dico se per favore lo può togliere perché mi mette il magone.
Gi dice Perché? e già questo non depone a suo favore. Perché mi fa tristezza dico io, che è appena morto. Allora non possiamo sentire neanche DeAndrè?
De Andrè dico lo possiamo sentire, perché è morto da tanto e non mi fa più male.
Allora Gi dopo un po' mette una musica di una cantante. Una palla.
Dico, cosa sentiamo adesso questa palla al cazzo mostruosa.
E Gi dice E' l'unica viva.
Poi parliamo degli affitti e come tutte le volte Gi mi spiega la storia del profitto, che non è giusto che uno che affitta una casa non ne abbia un profitto. E io dico che invece è giusto. Allora dice Gi sarebbero tutte sfitte le case. Secondo me, dico, a uno, se tiene una casa sfitta, gliela dovrebbero espropriare perché cosa se ne fa?Se non ci guadagna, dice Gi, perché deve affittarla. E io dico Mica deve guadagnare dalla casa, la casa non è mica un lavoro.Vada a lavorare. Allora Gi si mette a dire che qui noi siamo in un regime dove il profitto è dato dal capitale, cioè è il capitale che fa profitto.Non importa se lavori, se hai il capitale puoi anche non lavorare, anzi, meglio. Funziona di più, se non lavori. Allora io lo guardo nel mio solito modo, e Gi dice, Tu non lo capisci mai.
Già ieri si era messo a spiegarmi il premio di maggioranza e dopo un po' mi ero messa a sbadigliare e lui se n'era accorto e mi aveva chiesto Mi ascolti o no? e allora io avevo dovuto dire che sì, lo ascoltavo, ma che no, non capivo. E lui aveva ricominciato in un modo più semplice a spiegare il premio di maggioranza e per un po' lo seguivo ma poi no, niente, non lo seguivo più. E GI da tutto questo si è fatto l'idea che io non abbia un cervello che segue bene la politica.
Gi dice Perché? e già questo non depone a suo favore. Perché mi fa tristezza dico io, che è appena morto. Allora non possiamo sentire neanche DeAndrè?
De Andrè dico lo possiamo sentire, perché è morto da tanto e non mi fa più male.
Allora Gi dopo un po' mette una musica di una cantante. Una palla.
Dico, cosa sentiamo adesso questa palla al cazzo mostruosa.
E Gi dice E' l'unica viva.
Poi parliamo degli affitti e come tutte le volte Gi mi spiega la storia del profitto, che non è giusto che uno che affitta una casa non ne abbia un profitto. E io dico che invece è giusto. Allora dice Gi sarebbero tutte sfitte le case. Secondo me, dico, a uno, se tiene una casa sfitta, gliela dovrebbero espropriare perché cosa se ne fa?Se non ci guadagna, dice Gi, perché deve affittarla. E io dico Mica deve guadagnare dalla casa, la casa non è mica un lavoro.Vada a lavorare. Allora Gi si mette a dire che qui noi siamo in un regime dove il profitto è dato dal capitale, cioè è il capitale che fa profitto.Non importa se lavori, se hai il capitale puoi anche non lavorare, anzi, meglio. Funziona di più, se non lavori. Allora io lo guardo nel mio solito modo, e Gi dice, Tu non lo capisci mai.
Già ieri si era messo a spiegarmi il premio di maggioranza e dopo un po' mi ero messa a sbadigliare e lui se n'era accorto e mi aveva chiesto Mi ascolti o no? e allora io avevo dovuto dire che sì, lo ascoltavo, ma che no, non capivo. E lui aveva ricominciato in un modo più semplice a spiegare il premio di maggioranza e per un po' lo seguivo ma poi no, niente, non lo seguivo più. E GI da tutto questo si è fatto l'idea che io non abbia un cervello che segue bene la politica.
saggio su LA SPAZZATURA (parte prima)
mi sono svegliata pensando alla spazzatura.
la spazzatura come concetto, ma anche la spazzatura e basta.
Mi rendo conto che vorrei proprio scrivere qualcosa sulla spazzatura.
la spazzatura dal punto di vista storico ( spazzatura industriale, preindustriale, preistorica)
spazzatura dal punto di vista architettonico ( abusivismo, palafitte, piramidi venute male, grotte crollate)
spazzatura erotica (preservativi usati, confezioni di viagra vuote)
spazzatura della mente (sogni)
spazzatura sentimentale (lettere degli ex, lettere agli ex, lettere mai spedite a gente che non lo sa, cartoline varie)
spazzatura che non si può buttare (regali di amici, pensierini per la festa della mamma)
spazzatura politica (discussioni sotto i post di fb)
spazzatura animale ( ricci schiacciati sulla strada, gatti spiaccicati sulla strada, qualche cane)
spazzatura umana (vecchi, gente che non ha soldi)
spazzatura umana 2 (gli altri)
spazzatura vegetale (le bucce delle cipolle, le bucce delle banane, i gusci delle mandorle e delle nocciole, le bucce delle noccioline americane)
spazzatura corporea (i pezzi di nasi eliminati nella rinoplastica estetica)
spazzatura letteraria (i libri di Banana)
spazzatura umile (fazzoletti usati, carta igienica usata)
spazzatura monumentale ( montagne)
spazzatura universale ( cielo stellato)
spazzatura primordiale ( lava )
spazzatura concettuale (i pensieri già pensati, le idee che sembravano buone ma in pratica non hanno funzionato. vedi Marxismo)
spazzatura tecnologica (telefoni col filo, cabine telefoniche, revox, cd portatili)
spazzatura che porta sfortuna (specchi rotti)
spazzatura pura (acqua dei ruscelli quando arriva a valle)
spazzatura della mente 2 (incubi)
spazzatura temporale (orologi digitali casio degli anni ottanta)
spazzatura superficiale (microbi)
spazzatura pura (omofobi)
spazzatura del cuore ( pacemaker malfunzionanti)
venerdì 20 maggio 2016
FOCCA
Un tipo bassetto sulla sessantina esce da un negozio di roba sportiva con una tipa attempata di quelle però un po' ricchette che si tengono su, coi ricci, e lui ha una racchetta in mano da cui si evince che i due sono giocatori di tennis e che qualcosa di sportivo li ha assortiti, ma si capisce anche da come lui le parla che lui si sta atteggiando a figo con sta racchetta che tiene, facendo un po' quello giovane che non sa cosa farsene della racchetta perché c'è troppo abituato, è parte di lui. Poi il baffetto sessantenne ginnico e saltellante saluta la coetanea ricchetta parrucchierata ben tenuta riccia, che già tiene in mano il celulare che non si sa mai che la chiami qualcuno mentre lei è lì a parlare col baffetto, chi lo sa. E poi arrivo io che ho in mano un gelato e voglio solo farmi come sempre i cazzi mie di quando cammino da sola lungo il pedonale. E il baffetto, accomiatandosi dall'attempata ginnica benorologiata ben tenuta, dopo averla salutata, si volta per separarsi da lei, ma girandosi per risalutarla e ancora e ancora, perché non si sa mai. E in questo, viene incontro a me. Io penso subito Questo non sa dove va, perché infatti si vede che il baffetto è ancora tutto immerso in quel tipo di movimento spastico di quando vuoi fare troppo il figo rispetto a quello che sei con la racchetta nella realtà, e agita la racchetta ormai come per riflesso condizionato, per fare vedere che lui è uno che "serve" anche per strada, o che ama tenersi allenato, chissà.
E me la scaglia sul ginocchio.
Io, che già mi ero detta Questo non sa dove va stai in guardia che ti viene a sbattere contro, non potevo immaginare che oltre a non sapere dove stava andando non sapesse neanche controllare la mano con la racchetta. E allora subito ho provato il forte dolore che si prova quando qualcuno ti picchia con una racchetta un osso del ginocchio, e non ho detto niente, perché era troppo assurdo;
poi ho alzato lo sguardo e prima che potessi dirgli Un po' di attenzione, lui stava già dicendo, non Scusi, o Mi dispiace. No.
Lui stava dicendo Focca.
Come dire Minchia. Come dire Porca troia.Ma anche un po' come dire Va che bel colpo!
Quindi poi io l'ho ignorato e me ne sono andata via col mio gelato, Perché non valeva la pena trattare con uno così inferiore.
giovedì 19 maggio 2016
esercizi non spirituali
Ma tu cosa facevi quando non sapevi più cosa fare?
Niente, non facevo niente. Aspettavo.
E poi?
E poi mi alzavo, andavo a lavarmi le mani.
E poi?
Me le asciugavo.
E poi?
Me le sporcavo di nuovo.
martedì 17 maggio 2016
tornare indietro
Per te, mi dice, non è un problema.
Ma dato che mi aggiro da mesi ormai con una faccia non felice, allora dopo dice Non fare così dai.
Dai cosa?
Quella faccia,dice.
Che io l'altra sera, dicevo, mi sentivo così, fuori luogo, che me ne sarei tornata indietro perché l'unico posto era tornare indietro.
Esagerata.Così mi dice.
Allora io penso Non se ne esce. Perché è quello che penso, e mi sto stufando, dato che devo mettere ancora tutti i piatti nella lavapiatti prima di andare a dormire.
Ultimamente oltretutto, vado a dormire abbastanza presto perché mi sveglio abbastanza presto.
Molto presto.
Perché, quando mi sveglio, mi sveglio sempre con questa impressione di doverne fare di cose, e subito, senza aspettare. Una spinta come a salvare qualcosa di me o di tutto intorno, anche. Impressione poi che, nel corso del giorno, si affievolisce, fino ad arrivare al suo punto piatto, a metà mattina. Quando poi è tardi, perché tutti si sono svegliati, e tornare a dormire darebbe un'impressione di sciatteria.
Ma dato che mi aggiro da mesi ormai con una faccia non felice, allora dopo dice Non fare così dai.
Dai cosa?
Quella faccia,dice.
Che io l'altra sera, dicevo, mi sentivo così, fuori luogo, che me ne sarei tornata indietro perché l'unico posto era tornare indietro.
Esagerata.Così mi dice.
Allora io penso Non se ne esce. Perché è quello che penso, e mi sto stufando, dato che devo mettere ancora tutti i piatti nella lavapiatti prima di andare a dormire.
Ultimamente oltretutto, vado a dormire abbastanza presto perché mi sveglio abbastanza presto.
Molto presto.
Perché, quando mi sveglio, mi sveglio sempre con questa impressione di doverne fare di cose, e subito, senza aspettare. Una spinta come a salvare qualcosa di me o di tutto intorno, anche. Impressione poi che, nel corso del giorno, si affievolisce, fino ad arrivare al suo punto piatto, a metà mattina. Quando poi è tardi, perché tutti si sono svegliati, e tornare a dormire darebbe un'impressione di sciatteria.
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